2 Maggio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

il primo nome che Francesco di Sales vuole spiegare è Festa della Presentazione del Figlio di Dio al Tempio, e dice: “Faccio questa prima considerazione: di tutti i sacrifici che erano stati offerti alla divina Maestà dall’inizio del mondo, nessuno era paragonabile a questo per i meriti”. Sappiamo bene che tutti i popoli antichi usavano offrire alle loro divinità dei sacrifici di animali e, presso alcuni, anche sacrifici umani, pratica fortunatamente scomparsa. Ma quel giorno, prosegue il de Sales “venne offerto al Padre il Figlio di Dio, e nel suo Tempio”. La Liturgia prevede che, nel giorno della festa della Presentazione di Gesù al Tempio (2 febbraio), la celebrazione inizi con una breve processione dei fedeli recanti in mano un cero acceso e questo, nell’interpretazione del Salesio, “ci ricorda la divina processione della Vergine (e di san Giuseppe), quando si recò a Tempio portando in braccio il Figlio che è la luce del mondo. Quando dunque i cristiani portano i ceri in mano, vogliono significare che, se fosse loro possibile portare in braccio Nostro Signore…andrebbero ad offrirlo all’Eterno Padre con le stesse buone disposizioni con cui portano i ceri che lo raffigurano”. Questa affermazione dovrebbe farci riflettere: ma io, entrando in chiesa con in mano il cero acceso, con quale disposizione d’animo lo faccio? Lo considero soltanto un “rito” compiuto per tradizione o un gesto che mi impegna a lasciarmi veramente illuminare da Cristo e, nel mio piccolo, essere luce per gli altri? Francesco ci tiene a sottolineare che questa è l’ultima festa che conclude il ciclo natalizio. Infatti, dice: “Quelle che celebreranno in seguito non riguardano più il mistero dell’Incarnazione…ma la sua morte, la sua risurrezione e la sua ascensione; saranno, insomma, feste della nostra redenzione”. Questa osservazione, che sembra ovvia, non lo è affatto se si pensa che tutto il mistero di Gesù Cristo, dall’Annuncio alla Vergine nella casa di Nazaret, alla nascita nella stalla di Betlemme, alla sua circoncisione e alla presentazione a Tempio, fanno parte di un unico mistero che ci riguarda molto da vicino. Tutto il mistero del Signore ci coinvolge, ci sollecita, ci interroga…sempre che noi ci lasciamo coinvolgere, rispondiamo con la nostra vita a questa sollecitazione e ci lasciamo interrogare: ma tu che tipo di cristiano sei?

Preghiamo con le parole della liturgia che oggi ricorda sant’Atanasio, vescovo e Dottore della Chiesa:

Dio onnipotente ed eterno, che hai concesso al vescovo sant’Atanasio di difendere coraggiosamente la divinità del tuo Figlio, concedi anche a noi, per sua intercessione e dottrina, di giungere alla conoscenza di Cristo e alla vita eterna. Amen

Dio Padre da sempre desidera che tutti gli uomini conoscano il Cristo. Ma l’uomo di oggi lo desidera ancora veramente?

Buona giornata e buona domenica,

PG&PGR