14 Settembre 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

con la speranza che abbiate avuto la possibilità di godere di un po’ di riposo, riprendiamo i nostri incontri alla scuola di san Francesco di Sales. L’Esortazione che iniziamo a leggere oggi, festa dell’Esaltazione della Santa Croce, risale al 20 febbraio 1622, seconda domenica di Quaresima e il Vangelo, allora come ai nostri tempi, ci presenta la Trasfigurazione del Signore secondo l’Evangelista Matteo (17,1-9). Esordisce l’Oratore: “Oggi, seguendo il nostro Vangelo, dobbiamo parlare della felicità eterna”. Pensiamo di interpretare la domanda che in tutti noi potrebbe scaturire: Ma come si fa a parlare di una cosa che oltrepassa ogni conoscenza umana, anche quella più progredita? Francesco si rifà a san Gregorio Magno che, dovendo trattare, nei suoi “Dialoghi”, delle cose meravigliose dell’altro mondo, ricorre ad un esempio che vi proponiamo quasi integralmente: “Immaginate una donna incinta messa in prigione e che vi rimane fino al parto; anzi, ivi dà anche alla luce il figlio; viene poi condannata a passarvi il resto dei suoi giorni e a crescervi il figlio”. Qui è d’obbligo fare una precisazione: il grande papa Gregorio Magno scrisse questi “Dialoghi” nel 593 e il suo pontificato fu segnato da grandi difficoltà, tra le quali l’assedio di Roma da parte dei Longobardi. Evidentemente le prigioni non erano certamente come quelle di oggi, o meglio, erano egualmente affollate, ma tetre ed in esse non arrivava mai la luce del sole…! Ma torniamo a Gregorio: “Quando il bambino sarà grandicello, la madre lo vorrà istruire sulle cose del mondo esterno, dato che, essendo sempre vissuto in quella continua oscurità, non avrà alcuna conoscenza della luminosità del sole né della bellezza delle stelle…Volendogli insegnare tutte quelle cose, la madre prenderà una candela e con quella cercherà di fargli capire, per quanto possibile, la bellezza di una bella giornata luminosa. Gli dirà: il sole e le stese sono fatti così e diffondono una grande luminosità; ma sarà inutile perché il bambino non potrà capirlo, non avendo conosciuto la luminosità di cui gli parla la mamma…”. Il de Sales osserva: “E’ la stessa cosa, mie care anime, per quello che possiamo dire sulla grandezza della felicità eterna e delle bellezze e dolcezze di cui è pieno il Cielo…”. L’esperienza dei tre discepoli sul monte Tabor, è solo un piccolo “assaggio” della felicità eterna e tutte le nostre esperienze, anche le più belle ed entusiasmanti non potranno mai descriverla in quanto “sappiamo con certezza che quello che ne possiamo dire non e nulla a confronto della realtà”.

Preghiamo con le parole della Liturgia odierna:

O Padre che hai voluto salvare gli uomini con la croce del Cristo tuo Figlio, concedi a noi che abbiamo conosciuto in terra i suo mistero di amore, di godere in cielo i frutti della sua redenzione. Amen

Quella realtà, in questa vita, non potremo mai conoscerla pienamente, neanche facendo ricordo all’Intelligenza Artificiale…!

Buona giornata,

PG&PGR