22 Ottobre 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

certamente, come abbiamo letto ieri dal libro del Siracide (2,11), tutti noi siamo convinti che se riponiamo la nostra fiducia in Dio e nella sua Provvidenza, non resteremo delusi. Gesù stesso, nel “Discorso della montagna” (Mt 6,24-34), invita ad avere fiducia nella Provvidenza divina: se Dio nutre gli animali e fa crescere belli e profumati i gigli, come potrà dimenticare i suoi figli? Afferma Francesco di Sales: “La Chiesa è la casa del Padre di famiglia che è il nostro Signore e Maestro. Egli si prende cura di provvedere alle necessità di tutti i fedeli che ne fanno parte…”. Ci permettiamo di allargare questo concetto a tutte le sue creature. Spesso ci siamo sentiti rivolgere questa domanda: se Dio si preoccupa di tutti i suoi figli, anche di coloro che ancora non lo conoscono, come mai nel mondo ci sono milioni e milioni di persone che soffrono la fame e la sete? E’ certamente una domanda legittima alla quale possiamo rispondere che questo accade non perché mancano le risorse, ma perché nel mondo c’è una “distribuzione iniqua” di tali risorse. San Giovanni Paolo II, del quale proprio oggi ricorre la memoria, più volte nei suoi discorsi, ha denunciato questa disparità “considerando la lotta contro la fame nel mondo una priorità assoluta e un requisito fondamentale per la giustizia e la pace”. Ma i potenti del mondo, questi discorsi, non li hanno ascoltati… E papa Francesco, non ha fatto la stessa cosa? Ma i grandi del mondo hanno continuato a fare orecchi da mercante… Lo stesso papa Leone, nella Lettera Enciclica “Magnifica Humanitas”, ha messo in guardia contro la disumanizzazione che potrebbe essere causata dall’abuso dell’intelligenza artificiale. Torniamo, dunque, al de Sales e al secondo punto della sua Esortazione: “Dio compirà dei miracoli piuttosto che lasciare senza aiuti, sia spirituali che temporali, quelli che confidano pienamente della sua divina Provvidenza; tuttavia vuole che, da parte nostra, facciamo quanto dipende da noi…”. Ed è forse questa volontà che manca all’uomo. Senz’altro Dio continua a compiere miracoli, ma l’uomo non li sa vedere né accogliere continuando a percorrere le strade dello sfruttamento, dell’oppressione, della violenza fisica e psicologica. Il vero nemico dell’uomo non è certamente Dio, ma l’uomo stesso. Ricordiamoci di quella espressione latina di Plauto: Homo homini lupus = L’uomo è un lupo per l’altro uomo.

Preghiamo con le parole che la liturgia odierna ci suggerisce:

O Dio, ricco di misericordia, che hai chiamato san Giovanni Paolo II, papa, a guidare l’intera tua Chiesa, concedi a noi, forti del suo insegnamento, di aprire con fiducia i nostri cuori alla

grazia salvifica di Cristo, unico redentore dell’uomo. Amen

Gesù ha inviato i suoi discepoli “come agnelli in mezzo ai lupi” (Cfr. Lc 10,3) e li ha invitati a non affrontare le difficoltà della testimonianza con la forza e la violenza (Cfr. Lc 9,51-54). Nel nostro piccolo, facciamolo.

Buona giornata,

PG&PGR