Carissimi amici vicini e lontani,
rieccoci insieme dopo la pausa estiva con la speranza che abbiate potuto godere di un po’ di meritato riposo al mare, tra i monti, in qualsiasi altro bel posto o, come noi, tra le bollenti mura domestiche…ma siamo sopravvissuti. Ritroviamo il nostro Francesco di Sales con una Esortazione in occasione di una vestizione e di una Professione di due Visitandine; era il 10 settembre 1620.
Avendo già sottolineato più volte che “la perfezione cristiana non è altro che rinnegare il mondo, la carne e la propria volontà”, si limita a citare sant’Agostino che, parlando di coloro che “si consacrano a Dio per tendere alla perfezione, scrive: Chi sono costoro, se non un’assemblea di persone che partono militari, in guerra ed in battaglia contro il mondo, la carne e se stessi?” Certamente, sottolinea il Nostro, il Signore Gesù è il “comandante supremo” di questo esercito e di ogni singolo combattente, costituito tale da Padre. Ma cosa vuol dire, in questo contesto, combattere contro il mondo, la carne e se stessi? Una bella sfida per ogni credente! Combattere contro il mondo non significa estraniarsi da questo, ma avere la capacità e la forza di opporsi alle sue lusinghe; combattere contro la carne vuol dire far emergere sempre più la forza dello Spirito che ha desideri contrari alla carne (Gal 5,17); combattere contro se stessi è frutto di una scelta di vita che all’egoismo oppone la generosità, alla superbia l’umiltà e all’offesa il perdono e la misericordia. Ma come capita in qualsiasi esercito, il “comandante supremo” affida ai suoi ufficiali superiori determinati incarichi e missioni. Il de Sales dice che il Signore “ha voluto che altri partecipassero alla gloria di essere capi di tale milizia: al di sopra di tutti la santa Vergine, che ne è come la principale comandante per il settore femminile” (un esercito già emancipato!), benché Egli non cessi di essere il comandante in capo. E’ curiosa, per il suo tempo, questa allegoria che dà spazio e grande importanza alle donne affidando ad Una di loro, che è “benedetta” tra le donne, il comando, seppur subordinato a quello del Cristo. Ma se leggiamo attentamente la Sacra Scrittura notiamo che al canto di vittoria intonato da Mosè dopo il passaggio del Mar Rosso che si richiuse travolgendo le truppe egiziane inseguitrici, si aggiunse quello di Maria, sua sorella, “accompagnata dalle donne in quanto capo e guida delle medesime”. Non vi sembra questo un riconoscimento del valore della donna anche nell’Antico Testamento? La Chiesa del Terzo millennio non esclude nessuno.
Preghiamo con le parole della liturgia odierna che celebra la Vergine Maria Addolorata:
O Padre, che accanto al tuo Figlio, innalzato sulla croce, hai voluto presente sua Madre, a Lui unita nel dolore, fa’ che la tua Chiesa, resa con Lei partecipe della passione di Cristo, giunga alla gloria della risurrezione. Amen
Ed oggi? Pensiamo con gratitudine a tutte quelle donne che hanno avuto un ruolo importante nella nostra vita di fede, a cominciare dalle nostre mamme.
Buona giornata,
PG&PGR