17 Settembre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

secondo voi, può qualcosa di bello e di buono che è stato creato da Dio, trasformarsi in causa di allontanamento e, talvolta, di rifiuto del suo Creatore? Stiamo parlando del mondo e, quindi, siamo costretti a rispondere di sì in quanto il mondo nel quale viviamo troppo spesso allontana da Dio e lo rinnega. Francesco di Sales si chiede: “Che cos’è il mondo, se non un affetto sregolato per i beni, per la vita (comoda!), per gli onori, le dignità, i posti di potere, la stima di  sé e simili sciocchezze dietro alle quali corrono i mondani e di cui si rendono idolatri?”

Non sappiamo, continua il Nostro, come ciò sia avvenuto, ma sta di fatto che “il mondo è talmente penetrato nel cuore dell’uomo, che l’uomo è divenuto mondo e il mondo uomo”. Non è un gioco di parole, ma una triste e pericolosa realtà. San Tommaso considerava l’uomo una sorta di “microcosmo”, cioè un piccolo mondo e sant’Agostino “parlando del mondo, dice: Che cos’è il mondo? Non è altro che l’uomo; e l’uomo che cos’è d’altro se non il mondo?” Riflettendo su queste espressioni il Salesio afferma che l’uomo, immerso e perso nei valori effimeri ed ingannevoli del mondo e delle sue vanità “ha perduto il nome di uomo e preso quello del mondo; e il mondo ha così fortemente attirato a sé gli affetti e gli appetiti dell’uomo, che non si è più chiamato mondo, ma uomo”. Sembrano concetti astrusi, difficili da comprendere, ma fanno parte della realtà nella quale viviamo e che san Paolo, riprendendo le parole del Vangelo di san Giovanni, già denunciava (Cfr. 1Co 1,21;2,6-8). Queste non vogliono essere parole di condanna, ma un invito accorato alla conversione del cuore, ad un ritorno all’originale innocenza che riconosce come “buono”, anzi, come “molto buono” tutto ciò che è stato creato da Dio (Gen 1,31). Certamente ricorderete che questa Esortazione è stata pronunciata il 10 settembre 1620 e ancora oggi in quella data la Chiesa ricorda san Nicola da Tolentino (1245-1305) e il de Sales non perde l’occasione per citare l’esperienza di questo santo che, profondamente colpito dalle parole di un predicatore agostiniano che invitava il popolo e non cedere alle seduzioni e alle vanità del mondo, lasciò tutto chiedendo di entrare nello stesso ordine. Quanto detto finora dovrebbe far riflettere tutti noi e in modo particolare i “grandi della terra”, coloro che hanno delle responsabilità, quelli che si credono “padroni” del mondo e non si accorgono che il mondo è divenuto il loro padrone…!

Preghiamo

Padre buono, volgi il tuo sguardo su questo mondo che si perde nelle sue vanità e, per l’intercessione di san Nicola da Tolentino, rafforza la nostra fede, la speranza e la carità e rendici operatori di pace e di giustizia. Amen

Dice il libro di Qoelet: Vanità di vanità, tutto è vanità… Peccato che molti non ci credano.

Buona giornata,

PG&PGR