10 Gennaio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

tutto ciò che Francesco di Sales ha detto finora, è legato all’ipotesi che le parole del Cantico: “il tuo seno è meglio del vino, effonde profumi più soavi degli unguenti più preziosi”, siano della Sposa, l’anima devota, rivolte allo Sposo, il Signore. Ora prende in considerazione la seconda ipotesi: “Ora, se queste parole sono rivolte dallo Sposo alla Sposa, che cosa pensate vogliano dire?” Il Nostro ricorre a san Bernardo che, commentando il secondo versetto del primo capitolo del Cantico dei Cantici: «Che mi baci con un bacio della sua bocca», mette queste parole sulle labbra della Sposa. Commenta Francesco: “Baciare, secondo quel grande santo, non significa altro che il dolce riposo della contemplazione, in cui l’anima, in forza di un affetto pieno d’amore, liberata da tutte le cose della terra, si occupa a considerare e a contemplare le bellezze del suo celeste Sposo”. Ma in questa “estasi”, ci fa notare, si rischia di dimenticare di assistere il prossimo ed aiutarlo nelle sue necessità. Lo Sposo, desiderando  che la carità sia ben ordinata, pur lodando lo slancio d’amore della Sposa, dice che questo non è abbastanza in quanto “è meglio assistere il prossimo, e portare il latte della santa esortazione ai deboli e agli ignoranti, che essere sempre occupati in alte contemplazioni, per cui, qualche volta, bisogna lasciare una cosa per l’altra”. Francesco di Sales, lo sappiamo, è considerato uno dei principali Padri della spiritualità moderna, ma una spiritualità “con i piedi per terra”. Infatti san Vincenzo de’ Paoli, alla sua scuola, così scriveva ai suoi confratelli: «Il servizio dei poveri deve essere preferito a tutto…Se nell’ora dell’Orazione avete da portare una medicina o un soccorso a un povero, andatevi tranquillamente. Offrite a Dio la vostra azione, mettendovi l’intenzione dell’Orazione…Non è lasciare Dio quando si lascia Dio per Iddio, ossia un’opera di Dio per farne un’altra…La carità è superiore a tutte le regole, e tutto deve rifarsi ad essa». Che senso avrebbe la nostra vita spirituale, il nostro, seppur intimo, rapporto con il Signore, il dedicare molto tempo alla preghiera, se poi questo amore per Dio non si traduce in amore del prossimo? San Bernardo, dice ancora Francesco, mette sulla bocca delle amiche della Sposa, queste parole: “O come sei felice, nostra cara amica, di godere dei casti e amorosi baci del tuo Sposo! Tuttavia, mentre tu sei sommersa in quel mare di delizie, noi poverette rimaniamo prive dell’aiuto e del sostegno che ci è necessario…”. Dunque, se l’amore per Dio non diventa il “motore” per l’amore del prossimo, rischia di …ingolfarsi!

Preghiamo

O Padre, che nel tuo Figlio hai fatto sorgere su tutti i popoli la luce eterna, concedi a noi di riconoscere la gloria del redentore, perché, illuminati dalla sua presenza, giungiamo al giorno che non tramonta. Amen

Dio è la fonte dell’amore, Dio è l’amore stesso (Cfr. 1Gv 4,7-8), un amore che va condiviso con coloro che oggi incontreremo.

Buona giornata e buona domenica del Battesimo del Signore.

PG&PGR