12 Gennaio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

se l’anima devota, che raffigurata dalla Sposa, si chiude in se stessa, se non si guarda attorno, se non vede la sofferenza degli altri, diventa un’anima spiritualmente egoista. Francesco di Sales dice chiaramente che c’è bisogno di compassione in forza della quale “si sopporta e si ha pietà dei deboli, dei malati, dei peccatori; e che fa sì che, con grande carità si compatiscano, si consolino, li si tratti bene e si accarezzino per attirarli a Dio…per mezzo della compassione, ci si rende in un certo modo simili a loro per conquistarli più facilmente, ed è prova di vera devozione e di una preghiera ben fatta rendersi, ad imitazione del grande Apostolo (1Co 9,22), tutto a tutti per conquistare tutti”.

Al Nostro preme sottolineare che per fare questo c’è bisogno di amore, di compassione, di pazienza e di equilibrio. Infatti l’amore è la chiave e il principio di tutto; la compassione è il farsi prossimo di coloro che soffrono nel corpo e nello spirito; la pazienza con gli altri e con se stessi, che deve essere animata dalla prudenza; l’equilibrio che vuol dire farsi carico degli altri, dei loro problemi, delle loro imperfezioni senza però condividere i loro difetti. Solo in questo modo la preghiera sarà vera e accetta al Signore. E a questo proposito il de Sales vuole darci un consiglio e dice: “Volete sapere se avete fatto una buona orazione…? Controllate se avete il cuore pieno di dolci e caritatevoli affetti verso il prossimo, e se il vostro cuore è disposto a soccorrerlo in tutte le sue necessità e a sopportarlo con amore in ogni circostanza”. Il giudizio, che spesso si è tentati di dare nel proprio cuore, verso gli altri, o peggio ancora sparlando degli altri, è uno dei nemici peggiori della preghiera e un grave peccato di presunzione “che ci gonfia e ci fa presumere di essere qualche cosa più degli altri e che ci porta a disprezzare il prossimo”. Se la preghiera non è animata dalla compassione, dalla comprensione, dalla benevolenza e dall’accettazione dell’altro così come è “non è buona e non è compiuta in carità, verità e sincerità”, anche se diciamo tanti Rosari, tante giaculatorie, ecc. Cerchiamo di non essere, come diceva sempre P. Ruggero, dei “cristiani dal collo storto”.

Ieri era la festa del Battesimo di Gesù e, se vogliamo, anche del nostro. Preghiamo:

Dio onnipotente ed eterno, che dopo il battesimo del fiume Giordano proclamasti il Cristo tuo amato Figlio mentre scendeva su di lui lo Spirito Santo, concedi ai tuoi figli di adozione, rinati dall’acqua e dallo Spirito, di vivere sempre nel tuo amore. Amen

Oggi chiediamo al Signore che ci protegga da noi stessi, dalla presunzione di sentirci migliori degli altri. E se ci troveremo nella condizione di dover correggere qualcuno, facciamolo con amore sincero e con delicatezza.

Buona giornata,

PG&PGR