17 Gennaio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

“Con quanto si è detto, mi sembra di aver illustrato come è il petto di Nostro Signore”, dice Francesco di Sales, e aggiunge che “ora bisogna sapere come e in qual modo possiamo nutrircene”. Il suggerimento che ci dà è uno solo: rendersi simili ai bambini. Molti di noi hanno oltrepassato gli “anta” da tempo e, forse, la semplicità che contraddistingue i bambini si è persa “nella notte dei tempi”. Eppure, ci fa notare il Nostro, san Pietro, nella prima lettera indirizzata alle comunità sparse nell’Asia minore, scrive: «Deposta dunque ogni malizia e ogni frode e ipocrisia, le gelosie e ogni maldicenza, come bambini appena nati bramate il puro latte spirituale, per crescere con esso verso la salvezza» (1Pt 2,1-2). Il principe degli Apostoli, avendo imparato, alla scuola del Maestro che sollecitava ad essere “semplici come colombe” (Mt 10,16), ci invita alla semplicità, la stessa dei bambini che reclinano il capo sul petto della mamma o del papà. Ma, puntualizza l’Oratore, “per nutrirsi a quel petto divino, bisogna anche aver fame”. Tante volte capita che i piccoli rifiutino, pur avendo fame, di attaccarsi al seno della mamma: un po’ di pigrizia o per qualche doloretto al pancino. Anche noi adulti, pur avendo fame, qualche volta siamo costretti a saltare un pasto per i più svariati motivi. Francesco, riferendosi alla fame della Parola di Dio, ci incoraggia a…non saltare il pasto: “Bisogna, dunque, avere fame, per succhiare il seno divino del nostro Salvatore. Ma qual è la fame dell’anima? Non è altro che il desiderio”. Fermiamoci un attimo e chiediamo a noi stessi: ma tu di che cosa hai veramente fame? Siamo continuamente bombardati da tanti messaggi che sollecitano i nostri desideri, ma che nulla, o molto poco, hanno a che vedere con il Signore. Riprende il de Sales: “Certamente, se non abbiamo un grande desiderio dell’amore divino, non l’otterremo mai (il “seno” del Signore); infatti, come potremo ottenerlo e ricevere delle consolazioni da Nostro Signore, andando da lui col nostro intelletto totalmente altrove, con la memoria piena ed occupata da mille cose vane e inutili, e la nostra volontà attaccata alle cose della terra?” Il ricordo del cantico della Vergine Maria è d’obbligo: «…ha ricolmato di beni gli affamati…».

Oggi la liturgia celebra la memoria di sant’Antonio Abate. Preghiamo

O Dio, che a sant’Antonio abate hai dato la grazia di servirti nel deserto seguendo un mirabile modello di vita cristiana, per sua intercessione donaci la grazia di rinnegare noi stessi e di amare te sopra ogni cosa. Amen

Oggi chiediamo al Signore di renderci simili ai bambini, che ci prenda tra le sue braccia e ci ponga sul suo petto.

Buona giornata e buona domenica

PG&PGR

P.S. Oggi PG compie 73 anni…una preghiera. Grazie