19 Gennaio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

Francesco di Sales, apprestandosi a concludere questa Esortazione, cita i passi evangelici che mettono in risalto il tenero rapporto che Gesù aveva con i bambini (Mt 18,1-4; 19,13-15; Mc 9,36; 10,13-16), invitando i suoi discepoli, e di conseguenza noi tutti, ad essere come loro per poter accedere al Regno dei cieli: “Questo significa che se non abbiamo la dolcezza e l’umiltà di un bambino, e se non riposiamo, per mezzo di una totale rassegnazione e di una perfetta fiducia, tra le braccia di Nostro Signore, come un bambino tra le braccia della mamma, non entreremo nel suo Regno”.

Una curiosità: Francesco, seguendo il pensiero di altri Dottori, individua in san Marziale il bambino cui fa riferimento l’evangelista Marco (9,36). Da notare che i discepoli, non avendo compreso le parole di Gesù che preannunciava la sua morte, avevano discusso animatamente su chi, tra loro, fosse il più grande. L’abbraccio di quel bambino diventa, per loro (e per noi), una “lezione” di umiltà! Anche nel Trattato dell’Amor di Dio se ne fa menzione: “Guardate san Marziale (che, secondo quanto si dice sarebbe il fortunato fanciullo di cui si parla in san Marco: Nostro Signore lo prese, lo alzò e lo tenne lungamente tra le braccia. O bello piccolo Marziale, come sei stato fortunato…” (TAD, libro VII, cap.2). Alcune tradizioni, forse leggendarie, vogliono che quel fanciullo sia poi diventato discepolo di san Pietro e da lui inviato ad evangelizzare le Gallie… Chiudiamo questa parentesi lasciandone il giudizio agli storici e proseguiamo. Avviandosi a concludere, Francesco vuole, attraverso un breve commento del salmo 131, richiamare la nostra attenzione sull’umiltà e sulla semplicità: «Signore, non si inorgoglisce il mio cuore e non si leva con superbia il mio sguardo…Io sono tranquillo e sereno come un bimbo svezzato in braccio a sua madre…» (vv. 1-2). Concludendo questa Esortazione, rivolta in prima persona alle suore della Visitazione, il santo vescovo può tranquillamente allargare il suo orizzonte e coinvolgere ognuno di noi:”E’ senza dubbio vero che questa virtù (l’umiltà) ha un potere che non ha paragoni, al di sopra di tutte le altre, per immolarci a Dio e metterci in condizione di nutrirci al suo petto divino, che egli offre soltanto ai piccoli e agli umili di cuore; per questo vi esorto…per finire questo discorso, ad esercitarvi fedelmente nella pratica di questa virtù; in fatti, per mezzo suo, riceverete molte grazie in questa vita e giungerete alla gloria eterna…”. Preghiamo insieme:

Signore Gesù, abbiamo sempre più bisogno del tuo amore, della tua delicatezza e tenerezza; abbiamo bisogno di sentire il tuo abbraccio e di posare, come san Giovanni, il capo sul tuo petto e sentirci accarezzati da te. Gesù, tienici sempre stretti a te. Amen

L’augurio che oggi possiamo farci l’un l’altro è proprio quello di ritrovare la semplicità del bambino per sentirci abbracciati dal Signore.

Buona giornata,

PG&PGR