Carissimi,
era il 6 dicembre 1620, seconda domenica di Avvento e la liturgia del tempo prevedeva il brano del Vangelo di Matteo 11,2-10 (la domanda del Battista, la risposta e la conseguente testimonianza di Gesù), brano che noi leggeremo quest’anno nella terza domenica di Avvento, il 14 dicembre prossimo. Francesco di Sales inizia una nuova Esortazione e, per facilitarne la comprensione, divide il brano in tre parti dicendo: “La prima ci racconta che, trovandosi san Giovanni in prigione a causa della Verità, mandò due dei suoi discepoli da Nostro Signore per sapere se egli fosse il Messia promesso o se dovevano aspettarne un altro (vv.2-3); la seconda è la risposta che diede loro il Salvatore (vv.4-6); la terza riguarda ciò che disse dopo che i discepoli di Giovanni se ne furono andati (vv.7-10)”.
Come doveva essere inteso quel presunto dubbio espresso da Giovanni? Gli antichi Padri, sottolinea il Nostro, sempre attenti alla Parola, si sono posti questa domanda: “Se san Giovanni sapeva con certezza che Egli era il Messia, perché allora gli manda a chiedere chi è?”. Per non dilungarsi troppo, come egli stesso dice, l’Oratore sintetizza il tutto ripercorrendo alcuni passi del Vangelo sottolineando, comunque, che il Battista sapeva “con certezza che colui al quale inviava gente a porre la domanda, fosse veramente il Messia”. Lo aveva percepito “quando ancora si trovava nel seno di sua madre…lo riconobbe…lo adorò e si consegnò al suo servizio…fu il suo precursore…vide lo Spirito Santo scendere in forma di colomba…udì la voce del Padre…Fu sempre lui ad additarlo dicendo «Ecco l’Agnello di Dio che toglie il peccato del mondo»”. Dunque Giovanni non ebbe alcun dubbio sull’identità di Gesù. Perché allora questa domanda? Tante sono le risposte che hanno dato gli antichi Padri, ma Francesco si limita “a ciò che dicono due dei più grandi Dottori, ossia sant’Ilario (di Poitiers) e san Crisostomo, i quali asseriscono che “non sempre si domanda per sapere e nemmeno perché si ignora ciò che si domanda, ma si fanno domande per molte altre cause e ragioni…”. Imitandolo molto umilmente, facciamo questo esempio: torniamo con la mente sui banchi di scuola…siamo interrogati…il o la prof. ci pone delle domande, pur conoscendone le risposte…(o almeno così dovrebbe essere). Ora, e torniamo al testo, “benché il Signore conosca tutte le cose, non ha smesso di porre domande agli uomini; e non perché non conosca ciò che chiede, ma la sua Provvidenza lo fa per tre ragioni”. Quali sono? Francesco, come fa spesso, ci lascia in sospeso e ce lo dirà nei prossimi giorni.
Oggi ricorre la memoria (non abbiamo mai capito perché solo “facoltativa”) di san Giovanni Paolo II, il papa che ha guidato sapientemente la Chiesa per più di 26 anni e l’ha introdotta nel terzo millennio. Preghiamo:
O Dio, ricco di misericordia, che hai chiamato san Giovanni Paolo II, papa, a guidare
l’intera tua Chiesa, concedi a noi, forti del suo insegnamento, di aprire con fiducia i nostri cuori alla grazia salvifica di Cristo, unico redentore dell’uomo. Amen
Vogliamo ricordare una delle frasi più forti di questo grande papa: “Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo”. E’ un invito che ancora oggi ci sollecita.
Buona giornata,
PG&PGR