24 Ottobre 2025: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

passiamo ora al terzo motivo per cui si chiede qualcosa a qualcuno non perché si ignori ciò che si chiede, ma per sollecitare in chi risponde qualche sentimento particolare. Come ricorderete il primo era per indurre a riconoscersi peccatori e, dunque, a chiedere perdono. Il secondo mirava ad illuminare ed istruire chi si mette in atteggiamento di ascolto. La terza ragione per la quale si può fare una domanda, dice Francesco di Sales, è per provocare l’amore, per dargli voce. L’esempio che ci offre è quello di Maria Maddalena che, “dopo la passione e la morte di Nostro Signore, andò per ungere ed imbalsamare il suo corpo (Mc 16,11)” e avendo trovato il sepolcro aperto e vuoto, pianse. Due angeli, vedendola piangere, le chiesero il motivo di quel pianto: Donna, perché piangi? Evidentemente i due spiriti celesti conoscevano bene la motivazione di tanto dolore. Continua il Nostro: “Poi, andando un po’ più avanti, vide Nostro Signore in sembianza di ortolano che le chiese a sua volta: Donna, perché piangi? Che cosa cerchi?” (Cfr. Gv 20,11-15). E’ chiaro che il Signore conosceva bene la risposta, ma ora è lo stesso Francesco a porre la domanda: “E perché Signore, glielo domandi? Non sai forse qual è la causa del suo dolore e che cosa cerca? Certo lo sa molto bene; per cui non è per saperlo che glielo domanda…Ma il Salvatore delle nostre anime pone quelle domande…per far compiere atti d’amore e d’unione”. Ci siamo permessi di aggiungere a quello dell’Oratore, qualche altro brano evangelico su questo argomento: nel vangelo di san Marco (9,33-34) leggiamo che gli Apostoli, quasi ignorando il secondo annuncio della Passione, discutono tra loro. Gesù sa bene di cosa, ma chiede loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via? Ed essi tacevano. Per la via, infatti, avevano discusso tra loro chi fosse il più grande». E Gesù approfitta di questo per dar loro un insegnamento sull’umiltà. Verso la fine del suo Vangelo, Giovanni riporta le tre domande che Gesù rivolge a Pietro: Mi ami tu? Ma conosceva la risposta di Pietro (Cfr. Gv 21,15-17). Anche a noi, continuamente, il Signore, pur conoscendo profondamente il cuore di ognuno di noi, pone delle domande che potrebbero sembrare retoriche. No, non è semplice retorica, ma un modo per suscitare in noi la coscienza di essere sempre bisognosi del suo perdono, di essere sempre illuminati dalla sua Parola ed imparare ad amarlo profondamente.

Oggi la Chiesa ricorda san Luigi Guanella, un santo della Carità. Preghiamo

O Dio, che hai fatto risplendere San Luigi Guanella sacerdote, per un singolare amore verso i poveri, concedi a noi, te ne preghiamo, di servirti continuamente nell’esercizio della carità, e di essere ammessi, per la tua Provvidenza, all’eredità propria dei figli. Amen

Gesù, ai suoi primi discepoli, chiede: «Che cercate?» (Gv 1,38). E noi che cosa cerchiamo?

Buona giornata,

PG&PGR