14 Gennaio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

la parola “seno”, nella Bibbia, compare circa settanta volte, ma con diversi significati; il termine “seni”, inteso come parte del corpo umano, invece, appare solo sei volte e tutte nel Cantico dei Cantici. Francesco di Sales ci dice che molti Dottori, quali sant’Ambrogio, Origene e il Venerabile Beda, vedono nei seni il simbolo dei due Testamenti: “Quello di sinistra, l’Antico Testamento, che aveva una legge fondata sul timore; quello di destra il Nuovo Testamento, che contiene una legge tutta amore (certo che ne avevano di fantasia questi Dottori!) e dicono che è con questi seni che vanno allevati i figli della Chiesa, ossia i cristiani, in quanto occorre sostenerli col timore e animarli con l’amore, che senza il timore facilmente si rilassa, mentre il timore senza l’amore fiacca e indebolisce il cuore e lo spirito”.

Beh, allora non è più fantasia! Quella di allevare i figli è un’impresa creativa, un’arte più che una scienza, diceva il filosofo austriaco-statunitense Bruno Bettelheim, uno dei superstiti dell’Olocausto. Infatti l’arte nasce dal cuore, la scienza dalla ragione. Prosegue il Salesio: “Ma il seno del timore non è quello della Sposa, bensì quello degli schiavi e dei domestici ai quali bisogna incutere il timore…”. Ma per le spose, sottolinea, non è il timore che porta alla fedeltà, ma l’amore in quanto “non vogliono altro seno che quello dell’amore”. Altri Dottori affermano che il petto (o seno) di Nostro Signore ci rappresenta la Fede e i Sacramenti: “La fede ci viene data per mezzo della Parola (Cfr. Rom 10,17); infatti, la Parola di Dio è un latte che nutre le anime, e noi non possiamo avere la Fede se non per mezzo di quella Parola divina, né partecipare ai santi Sacramenti se non siamo fedeli nel credere e quello che ci insegna”. Tanti cristiani, o sedicenti tali, dovrebbero confrontarsi un po’ di più con queste parole in quanto come ci si può sentire veri cristiani, affermare di avere fede, se questa non è nutrita dai Sacramenti e dall’ascolto della Parola di Dio? Sempre attingendo al Magistero della Chiesa e ai Dottori dei quali non specifica il nome, l’Oratore aggiunge che “il petto del Signore è speranza e amore”. La speranza, infatti, nutre l’amore e l’amore è il motore della speranza…

Preghiamo con alcune parole che attingiamo dal Salmo 119:

Sostienici, Signore, secondo la tua Parola e avremo la vita, non deluderci nella nostra speranza. Sii tu il nostro aiuto e avremo la vita, gioiremo sempre nei tuoi precetti. Amen

No, il Signore non ci delude mai. Oggi mettiamo nelle sue mani piene d’amore tutte le nostre speranze e quelle del mondo intero.

Buona giornata,

PG&PGR