13 Maggio 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

senz’altro ricorderete che, all’inizio di questa Esortazione, Francesco di Sales ci aveva detto che la festa del 2 febbraio può avere diversi nomi: Presentazione le Signore Gesù al Tempio, Purificazione della Vergine, che ha già trattato nei giorni corsi. Oggi ci presenta il terzo nome: festa di san Simeone, il Giusto e spiega: “Viene chiamata così perché quel glorioso santo, in quel giorno, prese tra le braccia colui che egli sospirava; ma con così tanta gioia e consolazione che, non avendo più nulla da desiderare e vedendosi vicino alla propria fine, cantò, come un cigno divino, quel cantico meraviglioso: Lascia ora o Signore, che il tuo servo vada in pace, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza”.

E’ parte del Cantico che la Chiesa, innalza al Signore ogni sera, nella recita della Compieta (Cfr. Lc 2, 29-32). A questo punto l’Oratore ci riporta un esempio già fatto in passato “giustificandosi” dicendo che “anche se si parla dello stesso soggetto non è detto che di dicano sempre le stesse cose”. Quanto è vero questo e lo sappiamo bene noi, poveri preti, quando ci troviamo a dover fare l’Omelia in qualche Solennità: non diciamo forse sempre le stesse cose, magari con qualche piccola variazione? Ma, sinceramente, questo non ci preoccupa più di tanto in quanto la maggior parte dei fedeli, già al termine della messa, ha dimenticato ciò che è stato detto nell’Omelia…! Ma andiamo avanti e ascoltiamo il Nostro che cita un famoso passo evangelico (Mt 18,2-3; Mc 9, 36): “Un giorno Nostro Signore, avendo incontrato un bambino lo abbracciò, lo baciò e, mostrandolo agli Apostoli, disse: vi dico in verità, che se non vi farete simili a questo bambino, non entrerete in paradiso”. Poi si pone la domanda: chi era questo bambino? Alcuni pensano che fosse san Marziale che poi divenne vescovo di Limoges, altri, più numerosi, che fosse sant’Ignazio martire del quale, secondo il calendario liturgico dell’epoca, il 1° febbraio si celebrava la memoria. Ma qui le suore che trascrivevano, in diretta, le Esortazioni, devono aver fatto un pasticcio: infatti come poteva essere Ignazio di Antiochia che crebbe in ambiente pagano e solo in età adulta fu convertito da san Giovanni? Ma che fosse Marziale o un altro poca importa anche perché la cosa non tradisce il pensiero del santo vescovo che pone all’uditorio questa domanda: “Ora ditemi, vi prego, chi pensate sia stato più beato: quel bambino portato in braccio da Nostro Signore, oppure san Simeone il Giusto che lo portò tra le sue? Ditemi che cosa preferireste, essere portati dal Salvatore…oppure portarlo tra le vostre braccia…?”. La domanda la rivolge anche a noi ma, per rispondere abbiamo tempo fino a domani.

Nella memoria della Beata Vergine Maria di Fatima, preghiamo:

O Dio, tu hai voluto che Maria, madre del tuo Figlio, fosse anche nostra Madre; fa’ che, perseverando nella penitenza e nella preghiera per la salvezza del mondo, ci adoperiamo con tutte le forze per la crescita del regno di Cristo. Amen

E, dunque, oggi chiediamoci: portare il Signore o essere portati da Lui?

Buona giornata,

PG&PGR