17 Giugno 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

Francesco di Sales prosegue nel suo discorso sulla prudenza calcando la mano su quella falsa e affermando apertamente che da questa “provengono la maggior parte dei nostri mali”. In pieno accordo con quanto dice san Bernardo in un suo Sermone, deve ammettere che tanti cristiani si accontentano di credere ai misteri della fede e all’osservanza, molte volte solo esteriore, dei Comandamenti. Ma questa altro non è che la prudenza dei “mondani” che si accontenta e non si sforza di “fare nulla di più di quanto necessario per avere la vita eterna e fuggire ciò che può essere causa di dannazione”. E’, dunque, una prudenza, se non propriamente falsa, molto fragile: “Voi non lavorate per Iddio, ma soltanto per voi stessi, dato che la vostra prudenza non va più in là del farvi compiere ciò che sapete essere necessario per non perdervi”. La prudenza vera, invece, è quella del servo che veglia sempre (Cfr. Lc 12,37), che non si stanca di aspettare che il padrone arrivi, anche se tarda. Sono questi i veri servi che “dimostrano di non lavorare per se stessi, ma per l’amore che portano al loro padrone; infatti, impiegano tutta la loro prudenza non soltanto nel compiere il loro dovere nei suoi confronti, ma anche per operare tutto ciò che sanno fargli piacere. Questi sono i servi fedeli che avranno la vita eterna”. Per comprendere meglio questo concetto sarebbe bene rileggere con attenzione la parabola dei talenti (Mt 25, 14-27): in fondo, quel servo che aveva custodito quel solo talento ricevuto e per falsa prudenza lo aveva sotterrato, non aveva fatto nulla di male e lo restituisce al suo padrone; ma quello che lo priva del compiacimento del padrone è che egli non aveva fatto nulla di buono. Questo è il grande errore di tanti cristiani dalla fede fragile: aver paura di mettersi in gioco! Sottolinea il de Sales: “La fede vigile non agisce in questo modo; essa serve Dio non alla maniera del mercenario, ma da fedele, poiché impegna tutta la propria forza, la prudenza, la giustizia e la temperanza per compiere tutto ciò che essa sa che piace al nostro Signore e Maestro. Non si limita a quello che è richiesto per la salvezza, ma cerca, abbraccia e pratica fedelmente tutto ciò che la può avvicinare maggiormente a suo Dio”.

Preghiamo

Aiutaci Signore ad uscire dai nostri schemi per amarti con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutte le nostre forze senza cercare altra ricompensa se non quella di saper essere servi fedeli, pazienti, attenti e laboriosi. Amen

Tante volte ci avrete sentito dire che i Santi sono coloro che non si sono accontentati…E noi?

Buona giornata,

PG&PGR