Carissimi,
la fede, dunque, dice Francesco di Sales, non solo deve essere grande, ma anche attenta e fa questa considerazione: “Si trova gente, abitualmente, che quando è in compagnia, si intrattiene in buone conversazioni su cose belle e sante”. Ma spesso ciò che si dice o si ascolta, deve fare i conti con l’attenzione. Spiega: “Tra queste persone potrà esserci un avaro che ha udito tutto quello che si è detto: ma provate a chiedergli di che cosa si è parlato in quella conversazione: non sarà in grado di riferire una parola. Perché? Semplicemente perché non era attento a quello che si diceva: la sua attenzione era rivolta al suo tesoro”.
Quanto è vero questo! Sarebbe interessante, all’uscita delle messe domenicali, chiedere a qualcuno se ricorda qualche frase delle letture proclamate e che cosa ha detto il celebrante nell’Omelia. Forse qualcuno, tra i più attenti ricorderà qualche passaggio, ma la maggior parte…! Questo è il motivo, asserisce il de Sales, del perché “si ricava poco profitto dalla predicazione o dai misteri che ci vengono proposti e insegnati o che vengono meditati e perché la fede con la quale li ascoltiamo o li meditiamo non è attenta”. Francesco, intendiamoci, non vuole mettere in dubbio la nostra fede, ma l’attenzione che vi poniamo in quanto è proprio questa che ci aiuta a comprendere “i misteri della nostra Religione e quella con la quale li meditiamo e li contempliamo rendono la nostra fede più grande”. Preghiera, meditazione, contemplazione: sembrano essere termini lontani dal mondo nel quale viviamo e pochi vi ci si dedicano. Eppure sono questi gli elementi che fanno crescere la fede, la fortificano e, inoltre, sviluppano nel credente anche altre virtù quali la fiducia, la perseveranza, la pazienza e l’umiltà. Quella donna cananea e, perciò pagana, anche se Matteo le dedica pochi versetti, ha molto da insegnare a noi cristiani del terzo millennio, sempre attenti ai fatti di cronaca, agli eventi sportivi o ad altro, e che spesso fanno “dimenticare” il nostro rapporto con Dio.
Anche se in forma facoltativa, oggi la Chiesa celebra il santo Abate Romualdo (sec. X-XI), fondatore dei Camaldolesi. Preghiamo:
O Dio, che per mezzo di san Romualdo hai rinnovato nella tua Chiesa la vita eremitica, donaci di saper rinnegare noi stessi e di seguire Cristo, per giungere alla gioia del regno dei cieli. Amen
Oggi chiediamo al Signore l’aiuto per riscoprire l’importanza del nostro dialogo continuo con Lui.
Buona giornata,
PG&PGR