22 Giugno 2026: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

“Io prego tanto, anche di notte, ma il Signore non mi ascolta! Che senso ha, dunque, continuare a farlo?” Quante volte ci siamo sentiti rivolgere questa domanda! Cosa risponderebbe Francesco di Sales? Ecco cosa dice: “Quando parlo di perseveranza, non intendo parlare di quella finale che dobbiamo avere per essere salvati, ma di quella che deve sempre accompagnare la nostra preghiera. Quanto sono pochi quelli che capiscono in che cosa consiste!”. Lo aveva, però, ben capito quella vedova della quale si parla nella parabola del  giudice iniquo e della vedova importuna (Lc 18,1-8).

Questa povera donna aveva più volte chiesto giustizia a colui che l’amministrava, senza però essere ascoltata. Ella persevera nella sua richiesta fino a quando quel giudice decide di ascoltarla e farle giustizia, per non essere ulteriormente importunato. Il Signore raccontò questa parabola per far comprendere ai suoi discepoli la necessità di pregare sempre, senza stancarsi. Ma Dio è un giudice misericordioso…! Non ascolta soltanto i santi, ma tutti e ci chiede solo di perseverare, di non arrenderci di fronte al suo apparente silenzio. Spesso, però, sottolinea il Nostro, “ci stanchiamo di pregare, a causa dell’aridità e prostrazione del cuore…Se Dio non ci concede subito quello che gli chiediamo, o non dimostra di ascoltarci, ci perdiamo di coraggio, non riusciamo a perseverare nella preghiera e abbandoniamo tutto”. La donna cananea, similmente alla vedova della parabola che abbiamo citato, nonostante vedesse che il Signore non le dava ascolto, non smise di gridargli dietro. Commenta Francesco: Nonostante che il Signore facesse il sordo, ella non smise la sua preghiera con la stessa insistenza; in questo dimostrò la sua perseveranza, dato che non è virtù da poco perseverare nel fare sempre la stessa preghiera”. Egli si riferisce direttamente alla preghiera che Gesù stesso ha insegnato ai suoi discepoli mettendoli bene in guardia di non fare come i pagani che pensano di essere ascoltati a forza di parole (Mt 6,7). Sant’Agostino dice che la preghiera del Padre Nostro racchiude in sé tutto ciò che possiamo e dobbiamo chiedere a Dio.

Preghiamo, dunque, come Gesù ci ha insegnato:

Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci alla tentazione, ma liberaci dal male. Amen

 

Ripetiamola spesso nella nostra giornata e, magari, cerchiamo di trovare il tempo per meditarne le parole.

Buona giornata,

PG&PGR