Carissimi,
la terza virtù che anima la richiesta della donna cananea, dopo la fiducia e la perseveranza, è quella della pazienza. Quante volte Francesco di Sales, in questi nostri incontri quotidiani alla sua scuola, ci ha parlato della pazienza! E’ una virtù molto rara che difficilmente si trova in un mondo che va sempre di corsa, che esige sempre di più il “tutto e subito”, che non ha, o non vuole avere, il tempo di aspettare, dalle cose più semplici a quelle più impegnative. A quella donna che chiedeva con fiducia l’intervento di Gesù per la guarigione della figlia, che aveva perseverato nella sua richiesta, ora viene chiesta anche la pazienza: “Il Salvatore, dopo aver costatato la sua perseveranza, volle mettere alla prova anche la sua pazienza, virtù per mezzo della quale conserviamo, per quanto ci è possibile, l’equilibrio in mezzo alla variabilità degli eventi di questa vita”. La richiesta di pazienza, da parte di Gesù, è espressa dalle sue stesse parole che sembrano suonare come un diniego: «Non sono stato inviato che alle pecore perdute della casa d’Israele…Non è bene prendere il pane dei figli per gettarlo ai cagnolini» (Mt 15,24). E qui, il Nostro, sembra aprire un dialogo col Signore per “spezzare una lancia” a favore di quella povera donna: “E allora, Signore, questa pecorella non è della casa di tuo Padre? Sarebbe, quindi, perduta? Non sei venuto per tutti, per il popolo giudeo e per i gentili (pagani)? Ma è evidente che il Signore è venuto per tutti! Se così non fosse la nostra fede sarebbe vana! Il Prologo di Giovanni, su questo è molto chiaro: «Venne fra la sua gente, ma i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato il potere di diventare figli di Dio…» (Gv 1,11-12). E noi, accettando la sua Parola e mettendola in pratica, lo siamo veramente. Lo stesso san Paolo, dopo aver preso atto della reazione negativa dei Giudei alla sua predicazione, sarà spinto a rivolgerla ai non ebrei, ai Gentili, meritando il titolo di “Apostolo delle Genti”. Torniamo all’episodio evangelico: “Quella donna – aggiunge Francesco – pur sentendo le parole di Nostro Signore, non si spazientì, non di rattristò e non si offese, ma, prostrandosi ai suoi piedi, rispose: E’ vero, sono un cane, lo confesso; ma ti prendo in parola, perché i cani seguono i loro padroni e si nutrono delle briciole che cadono sotto il loro tavolo”. Che lezione di fiducia, di perseveranza e di pazienza dà questa donna, ancora oggi, a tutti noi, cristiani del Terzo millennio! Manca ancora una virtù della quale, per concludere, parleremo domani.
Oggi celebriamo la Solennità della Natività di san Giovanni Battista. Preghiamo:
O Dio, che hai suscitato san Giovanni Battista per preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto, concedi alla tua Chiesa la gioia dello Spirito, e guida tutti i credenti sulla via della salvezza e della pace. Amen
Armiamoci di fede, di perseveranza e di pazienza; ci renderemo conto che, comunque, il Signore ci ascolta, se non subito, sempre.
Buona giornata,
PG&PGR