8 Maggio 2024: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

riprendiamo da dove ci siamo interrotti ieri. Il quarto dono: “ il consiglio è l’amore in quanto ci rende premurosi, attenti e abili nello scegliere i mezzi adatti a servire santamente Dio”. Non hanno certo accolto questo dono dello Spirito coloro che dal 1522 al 1712, in Europa, hanno favorito le cosiddette “guerre di religione”; eppure tutte le parti belligeranti si dicevano cristiane! La violenza e la guerra, la storia ce l’ha dimostrato e ce lo dimostra ancora, non portano mai a qualcosa di buono. Prosegue Francesco di Sales: “la fortezza è l’amore che incoraggia ed anima il cuore per attuare ciò che il consiglio ha stabilito si debba fare”. La fortezza, così intesa, nulla ha a che fare con la forza fisica, politica e militare in quanto è una virtù morale che, anche nelle difficoltà, fa agire con fermezza e costanza nella ricerca del bene comune. Il sesto dono è quello della pietà che è l’amore che addolcisce la fatica e ci fa impegnare nelle opere che piacciono a Dio nostro Padre, sinceramente, piacevolmente e con affetto filiale”. Questo è il dono della com-passione, cioè del saper “patire con l’altro”, nel condividere le fatiche e le speranze, nello “sporcarsi le mani” con chi si trova in qualsiasi situazione di sofferenza; in pratica farsi prossimo. “Per concludere –dice il Salesio- il timore non è altro che l’amore in quanto ci fa fuggire ed evitare ciò che è sgradito alla divina Maestà”. Non è il timore inteso come paura di Dio, ma il timore di noi stessi, delle scelte sbagliate, dell’egoismo che alberga nel cuore, di tutte quelle cose che allontanano dall’amore di Dio. Giunti a questo punto, avrete senz’altro notato che il de Sales, passando in “rassegna” i doni dello Spirito, ripete “…non è altro che l’amore…”; lo Spirito Santo è amore e come tale si esprime nella vita degli uomini e delle donne che lo lasciano agire in loro. Andando più avanti l’Autore ci presenta la carità, cioè l’amore di Dio, come una scala, e precisamente quella di Giacobbe (Cfr. Gen 28,12) sulla quale gli angeli salivano e scendevano, “composta dei sette doni dello Spirito Santo come altrettanti gradini sacri per mezzo dei quali gli uomini angelici saliranno dalla terra al cielo…e scenderanno dal cielo in terra per venire a prendere per mano il prossimo…”. C’è, però, da tenere presente una cosa: i doni dello Spirito, sebbene personali, non sono da custodire gelosamente e solo per noi stessi: sono doni da vivere insieme agli altri e da condividere con loro. A domani per concludere il capitolo.

Oggi ricorre la memoria della Beata Vergine Maria di Pompei; ci affidiamo a lei e alla sua intercessione per meglio accogliere e vivere i doni dello Spirito. Preghiamo:

Infondi nel nostro spirito la tua grazia, o Padre; tu, che all’annunzio dell’angelo ci hai rivelato l’incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce, con l’intercessione della Beata Vergine Maria, guidaci alla gloria della risurrezione. Amen

Salire e scendere le scale, soprattutto ad una certa età, lo sappiamo bene, è fatica. Ma una fatica che non facciamo da soli perché il Signore ci sospinge nel salire e ci sostiene nello scendere. Buona giornata,

PG&PGR