15 Marzo 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

il numero 51, che affrontiamo oggi, è costellato e arricchito da diverse citazioni bibliche che sostengono quanto il Papa ci dice. Cercheremo, dove necessario, di fare qualche breve commento. “Quando Dio si rivolge ad Abramo gli dice: «Io sono Dio l’Onnipotente: cammina davanti a me e sii integro» (Gen 17,1)”. Camminare davanti a Dio non significa precederlo, ma lasciarsi guidare e sorreggere. Quando un bambino comincia a muovere i primi passi i genitori stanno alle sue spalle per incoraggiarlo e proteggerlo dalle immancabili cadute. Il documento prosegue dicendo: “Per poter essere perfetti, come a Lui piace, abbiamo bisogno di vivere umilmente alla sua presenza, avvolti nella sua gloria; abbiamo bisogno di camminare in unione con Lui riconoscendo il suo amore costante nella nostra vita”.  Il Signore Gesù ci ha invitati ad essere perfetti come è perfetto il Padre (Cfr. Mt 5,48),  il Papa mette in relazione la perfezione con l’umiltà e San Francesco di Sales, al capitolo VIII della Terza parte di Filotea dice: “L’umiltà ci fa crescere in perfezione davanti a Dio”. Talvolta, però, la presenza di Dio nella propria vita spaventa. Siamo ancora impregnati dell’idea veterotestamentario di un Dio “padre-padrone”, una sorta di “castigamatti” pronto a punirci se non righiamo dritti. Ma il Dio cristiano, il Dio che Gesù Cristo è venuto ad rivelarci è tutt’altra cosa e dunque “Occorre abbandonare la paura di questa presenza che ci può fare solo bene. E’ il Padre che ci ha dato la vita e ci ama tanto. Una volta che lo accettiamo e smettiamo di pensare la nostra esistenza senza di Lui, scompare l’angoscia della solitudine (cfr Sal 139,7). E se non poniamo più distanze tra noi e Dio e viviamo alla sua presenza, potremo permettergli di esaminare i nostri cuori per vedere se vanno per la retta via (cfr Sal 139,23-24)”. Il nostro è un Dio estremamente “democratico” che rispetta in tutto la nostra libertà e aspetta il nostro permesso per entrare pienamente nella nostra vita. Solo quando saremo disposti ad accoglierlo “ conosceremo la volontà amabile e perfetta del Signore (cfr Rm 12,1-2) e lasceremo che Lui ci plasmi come un vasaio (cfr Is 29,16)”. Il problema è che spesso questo lasciarci “plasmare” da Dio non ci piace molto e preferiamo fare di testa nostra prendendo, puntualmente, delle grandi cantonate. Il Papa continua:: “Così conosceremo la volontà amabile e perfetta del Signore (cfr Rm 12,1-2) e lasceremo che Lui ci plasmi come un vasaio (cfr Is 29,16)”.[51] Cosa vuol dire, praticamente, abitare nella casa del Signore? La casa è qualcosa che dà sicurezza, calore, protezione, dove si incontrano gli amici, dove ci si vuol bene, ma la casa del Signore non è delimitata da mura, non ha porte, non è un luogo specifico; è una situazione nella quale io mi pongo quando scelgo consapevolmente di “vivere nella sua luce e nel suo amore”

Preghiamo parafrasando le parole del salmo 27

Signore, permettici sempre di abitare nella Tua casa, di gustare la Tua bontà e la Tua dolcezza di Padre che tutti ama, tutti accoglie, tutti perdona. Amen

E rivolgendo oggi la nostra preghiera al Signore, sentiamoci a casa. Buona giornata,

PG&PGR

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