19 Aprile 2023: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

nel terzo capitolo il de Sales ci offre la “descrizione della contemplazione e della prima differenza esistente tra essa e la meditazione”. Facciamo, dunque, un altro piccolo passo in avanti: La contemplazione non è altro che un’amorosa, semplice e costante attenzione dello spirito alle cose divine”. In questo modo la meditazione diventa contemplazione. Per spiegarcelo meglio Francesco si serve di un semplice esempio: “I piccoli delle api si chiamano ninfe o larve finché non producono il miele; dopo sono detti api: così l’orazione si chiama meditazione finché non abbia prodotto il miele della devozione, dopo di che si converte in contemplazione”. L’Autore, continuando con la stessa similitudine, dice che esse raccolgono il nettare dai fiori e “lavorano per il piacere che provano a gustarne la dolcezza, così noi meditiamo per raccogliere l’amore di Dio, ma quando l’abbiamo raccolto contempliamo Dio e stiamo attenti alla sua bontà, per la soavità che l’amore ci fa trovare. Il desiderio di ottenere l’amore divino ci fa meditare, l’amore ottenuto ci fa contemplare”. Esemplifica ancora citando il Primo libro dei Re (10,4-8) e dicendo che la Regina di Saba dopo aver ammirato la sapienza di Salomone e la bellezza della sua casa, “invidiò” i servitori del re che potevano sempre ascoltare la sua saggezza e vivere in quel palazzo reale. Un altro esempio? Il Nostro ci accontenta subito: “Quanche volta –dice- cominciamo a mangiare per stuzzicare l’appetito, ma una volta risvegliato l’appetito, continuiamo a mangiare per soddisfarlo… così da principio consideriamo la bontà divina per incitare la nostra volontà ad amarla, ma una volta nato l’amore nei nostri cuori, consideriamo questa stessa bontà per contentare il nostro amore, il quale non si sazia mai di contemplare ciò che ama.” La stessa cosa avviene tra gli innamorati che vorrebbero sempre stare insieme. Aggiunge: “La meditazione è la madre dell’amore, ma la contemplazione ne è la figlia”. Dunque, tra la meditazione (preghiera), l’amore e la contemplazione c’è una continuità naturale. Conclude Francesco: “L’amore ci fa compiacere alla vista del Diletto, e la vista del Diletto ci fa compiacere del suo amore divino, e per il reciproco influsso dell’amore sulla vista e della vista sull’amore, l’amore rende più dolce la bellezza della cosa amata, e la vista costringe il cuore ad amarla con sempre maggiore ardore”. Possiamo allora concludere questo capitolo augurandoci che anche nei nostri cuori si instauri questo “processo” facendoci convincere sempre di più che l’amore nasce dall’Amore:

Preghiamo

Padre che da sempre ci hai amati e ci ami, fa’ che questo amore porti, attraverso il nostro impegno, frutti abbondanti di giustizia, di santità e di pace. Amen

Viviamo l’oggi facendoci portatori di amore e di pace. Buona giornata,

PG&PGR