23 Aprile 2021: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

con l’incontro odierno concludiamo la seconda parte della Filotea ascoltando ulteriori riflessioni del Nostro santo sul “come bisogna fare la comunione” considerando il dono che abbiamo ricevuto con l’Eucarestia: “Appena Gesù è in te scuoti il cuore perché venga a rendere omaggio al re della salvezza; esamina con lui la tua situazione interiore, pensa che hai in te e che c’è venuto per la tua felicità; accoglilo meglio che puoi e comportati in modo tale che si veda, da tutte le tue azioni, che Dio è con te. Ma se non avessi la grazia di comunicare realmente nella santa Messa, comunicati almeno con il cuore e lo spirito, unendoti con un ardente desiderio alla carne del Salvatore.” Chiediamoci se anche in noi si fa strada la consapevolezza che, sacramentalmente o spiritualmente, Dio è con noi, è dentro di noi, diventa parte di noi. Il memoriale della morte e risurrezione del Signore Gesù, che celebriamo e il suo corpo che “mangiamo”, dovrebbero diventare l’alimento essenziale per vivere e testimoniare il suo amore: “La tua prima intenzione nella comunione deve essere di progredire, fortificarti e stabilizzarti nell’amore di Dio; perché quello che ti è dato soltanto per amore, tu lo devi ricevere con amore. Non è possibile immaginare il Salvatore impegnato in un’azione più piena di amore e più tenera di questa, nella quale, si può dire che distrugga se stesso riducendosi in cibo per entrare nelle nostre anime e unirsi intimamente al cuore e al corpo dei fedeli.” L’espressione “Pane di Vita”, chissà quante volte l’abbiamo sentita, indica certamente il Nutrimento che ci immette nella vita del Salvatore e ci conduce alla felicità eterna, ma possiamo riferirla anche alla vita presente. Ci vengono in mente le parole di un vecchio inno eucaristico che, riferendosi al Pane consacrato, dicevano “Tu dei forti la dolcezza, Tu dei deboli il vigor”. Probabilmente l’autore ha attinto a diverse fonti, forse anche a queste parole della Filotea: “Se ti domandano perché tu fai la comunione così spesso, rispondi che è per imparare ad amare Dio, per purificarti dalle imperfezioni, per liberarti dalle miserie, per consolarti nelle afflizioni, per trovare sostegno nelle debolezze. Rispondi che sono due le categorie di persone che devono fare spesso la comunione: i perfetti, perché, essendo ben disposti, farebbero molto male a non accostarsi alla sorgente della perfezione; e gli imperfetti, per poter camminare verso la perfezione; i forti per non rischiare di scoprirsi deboli, e i deboli per diventare forti; i malati per guarire e i sani per non ammalarsi; tu poi, creatura imperfetta, debole e ammalata, hai bisogno di comunicare spesso con la perfezione, la forza e il medico.” Talvolta le tante occupazioni e le crescenti preoccupazioni “distraggono” da questo rapporto intimo, anche biologico, che si dovrebbe avere con il Signore e non ci si rende conto che si rinuncia all’unico “ricostituente” in grado di darci la forza necessaria per affrontare il combattimento della vita: “Coloro i quali non hanno molte occupazioni, devono fare la comunione perché ne hanno il tempo; quelli invece che sono molto occupati, la devono fare perché ne hanno bisogno, perché chi lavora molto ed è carico di preoccupazioni deve nutrirsi di cibi sostanziosi e mangiare spesso.” Per concludere facciamo nostre le parole conclusive di Francesco e trasformiamole in preghiera mettendoci nei panni di Filotea alla quale raccomanda:

“Comunicati spesso, Filotea, più spesso che puoi… a forza di adorare e di nutrirti di bellezza, di bontà e della stessa purezza di questo Divin Sacramento, diventerai bella, santa e pura.” 

Un proposito? Sceglietelo voi e portatelo, domenica prossima, ai piedi dell’altare. Buona giornata,

PG&PGR

N.B.

Col vostro permesso (e anche senza :-) ), domani ci riposiamo. Ci ritroveremo lunedì per iniziare insieme la Terza Parte di Filotea. Domenica, oltre ad essere la quarta di Pasqua, è anche la festa di San Marco. Con anticipo, auguri a tutti i Marco, vicini e lontani, che conosciamo.

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