20 Aprile 2022: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi,

ben ritrovati con la speranza che l’evento pasquale che abbiamo rivissuto, e continuiamo a vivere, abbia portato in tutti una rinnovata forza spirituale alla luce del Cristo risorto e riprendiamo il nostro cammino insieme a Papa Francesco. Il titolo che accomuna i prossimi sei numeri, che concludono il terzo capitolo dell’Esortazione apostolica “Gaudete et exsultate”, è “Il culto che Lui più gradisce”. Nella Lettera agli Ebrei (12,28) leggiamo: “Poiché noi riceviamo in eredità un regno incrollabile, conserviamo questa grazia e per suo mezzo rendiamo un culto gradito a Dio con riverenza e timore”. In linea con quanto abbiamo letto nella Filotea negli ultimi giorni del novembre scorso, il Papa dice: “Potremmo pensare che diamo gloria a Dio solo con il culto e la preghiera, o unicamente osservando alcune norme etiche – è vero che il primato spetta alla relazione con Dio –, e dimentichiamo che il criterio per valutare la nostra vita è anzitutto ciò che abbiamo fatto agli altri”. La nostra personale relazione con Dio non perde di efficacia quando è alimentata dal duplice comandamento dell’amore (Dio e il prossimo). San Vincenzo de’ Paoli, grande amico e discepolo di San Francesco di Sales, nelle “Conferenze spirituali” diceva ai suoi confratelli di non preoccuparsi troppo se si trovavano nella condizione di dover tralasciare l’orazione per soccorrere un povero. Continua il Pontefice: “La preghiera è preziosa se alimenta una donazione quotidiana d’amore. Il nostro culto è gradito a Dio quando vi portiamo i propositi di vivere con generosità e quando lasciamo che il dono di Dio che in esso riceviamo si manifesti nella dedizione ai fratelli. [104] Tante volte abbiamo sentito parlare di “discernimento”. Ma cosa è in definitiva? E’ il saper scegliere, alla luce della Fede e attraverso l’invocazione dello Spirito Santo, il comportamento più idoneo in determinate situazioni. Francesco, papa, ci offre le “coordinate” per farlo in modo serio riprendendo alcuni concetti già espressi in precedenti suoi documenti: “Per la stessa ragione, il modo migliore per discernere se il nostro cammino di preghiera è autentico sarà osservare in che misura la nostra vita si va trasformando alla luce della misericordia. Perché «la misericordia non è solo l’agire del Padre, ma diventa il criterio per capire chi sono i suoi veri figli».Essa è «l’architrave che sorregge la vita della Chiesa».Desidero sottolineare ancora una volta che, benché la misericordia non escluda la giustizia e la verità, «anzitutto dobbiamo dire che la misericordia è la pienezza della giustizia e la manifestazione più luminosa della verità di Dio». Essa «è la chiave del cielo»”.[105] Spesso San Pietro viene raffigurato con le chiavi in mano in riferimento a quanto Gesù dice conferendogli il Primato (Cfr. Mt 16,19). Ma crediamo di non sbagliare dicendo che la “chiave del cielo” il Signore la offre anche a ciascuno di noi con una sola raccomandazione…quella di non perderla.

Preghiamo

Signore, ad ognuno di noi offri la possibilità di entrare nel Tuo regno facendoci compagni di viaggio di tanti fratelli e sorelle. Dacci la forza e insegnaci ad aiutarli a portare il loro “bagaglio” spesso più pesante del nostro. Amen

Ed oggi, saremo in grado di fare questo sforzo? Buona giornata,

PG&PGR

P.S. Non stanchiamoci di pregare per la pace anche se il cuore duro degli uomini minaccia la speranza…

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