6 luglio 2020: Messaggio alla Comunità Parrocchiale

Carissimi tutti,

una delle cose di cui tutti siamo carenti è la pazienza e in un mondo che va sempre di fretta, troppo di fretta, sembra essere diventata un qualche cosa di improponibile. Nell’IVD Francesco di Sales dice: “Dominare la propria anima è la massima aspirazione dell’uomo e il dominio dell’anima è commisurato al livello della pazienza”. E in una lettera alla Chantal scrive: “L’effetto della pazienza è quello possedere bene la propria anima…e la pazienza è tanto più perfetta quanto più è libera dall’inquietitudine e dalla fretta”.  Crediamo che a tutti noi sia capitato di “perdere la pazienza”, magari sollecitati dal modo di fare di qualche persona…difficile. Le suore della Visitazione, nella raccolta A.S. che abbiamo citato in altre occasioni, raccontano un episodio occorso al nostro santo quando, ancora sacerdote, era missionario nella regione dello Chablais divenuta quasi completamente calvinista.

“Durante una “catechesi” sul perdono dei nemici riuscì a commuovere l’animo del suo uditorio che ormai diveniva sempre più numeroso. Al termine un calvinista, con aria di superiorità, gli si accostò per dirgli: «Ogni giorno voi predicate il vangelo, ma io vorrei vedervelo praticare». Era evidente l’intenzione di questo tale di mettere alla prova soprattutto la pazienza del Salesio che rispose tranquillamente: «In effetti, la parola se non è seguita dalle opere è poca cosa». Il tale, con tono di sfida, continuò: «Voi avete detto che dopo aver ricevuto uno schiaffo su una guancia, bisogna porgere anche l’altra (cfr. Mt 5,39). Ebbene vorrei sapere se in questo momento io vi dessi uno schiaffo sonoro, mi porgereste voi l’altra guancia per riceverne un altro?» Pacatamente Francesco disse: «Adesso non debbo rispondere io, che non so quel che farei, ma so bene quello che dovrei fare; tocca voi fare la prova». La saggezza e l’umiltà del predicatore confusero quell’insolente che si ritirò molto ammirato della dolcezza e moderazione del missionario. Da quel giorno non mancò a nessuna delle sue prediche e si arrese alla verità abiurando gli errori nelle mani del santo che era veramente grande in opere e in parole” (A.S. VII).

Di fronte a questi episodi della vita di Francesco, e ce ne sono veramente molti, ci rendiamo conto di quanto la pazienza e la dolcezza, specialmente nei confronti di persone poco piacevoli, siano importanti per la conversione delle anime. E’ proprio vera la frase che avrete già sentito e che San Vincenzo de’ Paoli attribuisce a Francesco: “Si prendono più mosche con una goccia di miele che con un barile di aceto”.

Preghiamo:

Signore, in famiglia facci il dono della pazienza; sul posto di lavoro, facci il dono della pazienza; con gli amici, facci il dono della pazienza e soprattutto con le persone difficili, facci il dono della pazienza. Insegnaci ad essere amabili con tutti, disposti anche a accettare bonariamente le provocazioni. Concedici la saggezza di chi, forte del Tuo Spirito, sa rispondere a tutto con l’Amore. Amen.

Che la pazienza sia il “motore” di questa giornata, un saluto a tutti,

PG&PGR